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Come stanno le cose con il fruttosio?
(22.06.2020) torna indietro
La frutta contiene zucchero, però questo non ci fa male
Adoriamo la frutta in tutte le sue varianti. Ma come stanno le cose con il fruttosio contenuto? Fa male al nostro corpo?
 
La frutta è importante nella nostra alimentazione. Niente paura del fruttosio!
La frutta contiene tanti preziosi enzimi, vitamine e fibre. Il corpo sa come metabolizzare lo zucchero contenuto.
 

Fin da piccoli i nostri genitori ci esortavano a mangiare la frutta. Adesso, invece, qualcuno farebbe notare che lo zucchero contenuto nella frutta, il fruttosio, è un problema da non sottovalutare. Oggi vogliamo vedere come stanno davvero le cose.

Un dolce veleno: il problema di base dello zucchero

Che un eccessivo consumo di zucchero nuocia alla salute sembra non aver più ombra di dubbio. Ormai lo si sente spesso addirittura in televisione o lo si legge sui manifesti.

Il motivo per cui fa male è semplice: quando beviamo, ad esempio, una lattina di una comune bibita in commercio (che contiene il corrispondente di circa tre cucchiai di zucchero), la nostra glicemia aumenta molto fortemente nell'arco di un'ora. Per far fronte a questa condizione, il corpo deve mettere in circolo una quantità non indifferente di insulina. Un'ora dopo questo picco, la glicemia si abbassa bruscamente, il che porta a delle enormi fluttuazioni. Naturalmente l'organismo se ne accorge e pensa di aver fame, visto che ora rileva un livello di insulina eccessivamente basso. La reazione del corpo è di far trasportare grasso nella circolazione sanguigna per assicurare il rifornimento di energia. Ci rendiamo conto noi stessi di questo cambiamento e molti di noi, sentendosi stanchi e privi di energia, consumano nuovamente delle bibite o degli alimenti contenenti zucchero; è dunque prevedibile che si verifichino quotidianamente delle enormi oscillazioni della glicemia.

Un'alimentazione del genere non è solo estremamente malsana, ma così assumiamo una quantità enorme di calorie vuote che si fanno notare in poco tempo nelle così dette zone problematiche.

Non ogni tipo di zucchero è uguale: la frutta come alternativa sana

Qualche settimana fa abbiamo visto che non tutti i tipi di carboidrati fanno male e che il nostro corpo ne ha addirittura bisogno, lo stesso vale anche per lo zucchero: dipende dalla fonte e dalla sua qualità. La frutta spicca come alternativa sana, il che dà ragione a quelli che, ascoltando le esortazioni dei genitori, hanno mangiato ogni giorno una mela o dell'altra frutta.

Nel corso di uno studio i partecipanti dovevano bere un bicchiere in cui erano stati sciolti tre cucchiai di zucchero (il corrispettivo della quantità di zucchero contenuta in una lattina di una comune bibita in commercio). In questo caso con la differenza, però, che alla bevanda era stata aggiunta una tazza di frutti di bosco frullati. Il risultato: naturlamente dopo aver bevuto la glicemia è salita un po' ed è scesa nuovamente, ma non si sono verificate le enormi oscillazioni dei valori com'è successo nell'esempio senza frutti di bosco.

L'intolleranza al fruttosio si può risolvere: la chiave è nella pulizia dell'intestino

Nel corso di ulteriori studi è diventato addirittura palese che consumare frutti di bosco attenua l'aumento di insulina causato dagli alimenti altamente glicemici, come il pane bianco. In generale è dunque chiaramente consigliabile consumare la frutta regolarmente. I risultati delle recenti ricerche mostrano inoltre che addirittura i pazienti con diabete di tipo B non devono rinunciare completamente alla frutta. Naturalmente bisogna vedere anche il caso di un'intolleranza al fruttosio. In generale bisogna tenere conto che questa, nell'assoluta maggioranza dei casi, non è congenita, ma si sviluppa nel corso della vita. Essa segnala la presenza di un disequilibrio nel tratto digestivo, per via del quale la frutta non può più essere digerita correttamente.

Questa condizione può però essere riaggiustata. Si può dunque arginare l'intolleranza al fruttosio con una pulizia corretta dello stomaco e dell'intestino. Finché si hanno sintomi è naturalmente meglio rinunciare alla frutta. Durante questo periodo di rinuncia bisogna pulire e disintossicare a fondo lo stomaco e l'intestino. Appena l'ambiente gastrointestinale compromesso è risanato e riequilibrato, mangiare frutta non darà più problemi!


Fonte: 
Dr. Greger, Michael e Stone, Gene: Sei quel che mangi: Il cibo che salva la vita. Gli alimenti che prevengono e curano le malattie. Baldini+Castoldi, 2016.

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